Cosa ti succede campione?

Andatura dolente nel tuo cuore pallido.

Meno venti, non è il freddo, ma solo il grasso mancante al tuo stomaco.

Sul tuo volto un ripensamento.

Cosa ti succede campione?

Procedi con grazia su questo terreno fangoso.

Demorde la voglia, demorde la speranza.

Un poeta romantico non scrive poesie d’amore, son poeta d’amore che scrivo poesie d’odio.

Cosa ti succede campione?

Ancora questa domanda che offusca sempre più la mia mente confusa.

Non trovo una risposta sul palmo di ridge.

I miei sogni volano altrove, in quel benessere paradisiaco.

Volo, sopra un campo pieno di fiori, e sento sfiorare il mio petto sui loro petali.

Sono felice! Consapevole che non dovrei esserlo.

Ancora lo stesso dolore attraversa la mia pelle, percorre la sua strada verso la liberazione.

Mi sento incapace di camminare e di parlare, il tutto con occhi spenti e fissi nel vuoto.

Ancora fisso in quel vuoto nero in cui mi rispecchio, ivi mi soffoca l’ansia, con le mani della paura di rimanerci dentro.

Cosa ti succede campione?

A volte il buio può emettere suoni percepibili con serenità, ma comunque il buio non può dare risposta.

Per questo alla mia domanda rimane soltanto se stesso.

http://www.booksprintedizioni.it/libro/Romanzo/tre-di-blasfemi

Albi Michele

L’illume di prima mattina

Un dí, all’alba del sole, solo in codesto vicolo stretto camminai con il suonar delle mie suole. Toc, toc,toc. “Giovanotto!” Mi hanno detto, “Giovanotto vieni qui!” Al guardare dico “Si, che ci potrà esser di male? Ella è anziana, e forse, la potrei aiutare. Per non dimenticare che di conseguenza, potrei lavar un po’ la mia coscienza!” Al far sì, che pian piano mi avvicino, ed Ella, mi afferra la mano con uno scatto felino, momento fino, quasi incosciente, fissai i suoi occhi senza dir niente. “Giovanotto, giovanò, sono vecchia, sono pure affamata, lasciami una moneta, e pregherò che la tua anima sia sempre salvata!” Mi disse con aria dispiaciuta, mentre il mio cuore, l’ha subito riconosciuta. “Per la mia anima non pregate, so già che nel buio voi mi accompagnate!” – DON, DON – DON – Tre colpi forti di campana mi distraggono da quel fato, che a girar e rigirar, Ella stava lontano, sospesa in mezz’aria e con la mano, sul campanile a salutar. Brividi di freddo, mi sentii stremato, tanto che in quel punto rimasi accasciato. Appena un po’ che mi ripresi da quella situazione inquieta, mi trovai un pugno di monete accanto una pietra. “Oh! Dolce aria!” Guardando il cielo respirando la brina, “Oh! Dolce fato!” Che tanto bello l’amor mi hai dato, “Sognai l’illume di prima mattina!”

Albi Michele